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giovedì 17 dicembre 2009

Sarà un caso?

Ieri pomeriggio ho ricevuto una telefonata da mio padre: "Vieni due minuti a casa perchè c'è una persona che ti vuole salutare".
Non c'è voluto molto per capire di chi stesse parlando, uno degli zii "ritrovati" da poco.
Ho cercato di ritardare questi incontri perchè non è che ne abbia molta voglia (per i motivi che ho citato qualche post fa), ma era inevitabile che prima o poi dovessero avvenire e questo è stato solo il primo!

Sarà stato un caso che, mentre entravo in casa e li sentivo chiacchierare e sorridere affabilmente come se il tempo non fosse passato, abbia rivisto come in un flashback quando eravamo seduti alla stessa tavola e non rivolgeva la parola a nessuno, nemmeno alla sottoscritta?
Sarà stato un caso che, mentre mi chinavo a salutarlo fingendo di essere disinvolta, abbia rivisto la scena in cui ci "invitava" a lasciare la casa di mia nonna?
Mio padre è tutto contento di questa nuova situazione e io posso anche esserne felice per lui, ma il punto è solo uno: non posso farci niente, ma per me sono diventati tutti degli estranei. C'è poco da discutere!

giovedì 22 ottobre 2009

Perchè...?

Oggi mi sono ritrovata a leggere due post particolari.
Il primo parla di una mamma e di una figlia che stanno affrontando un momento difficile, ma sono unite più che mai dall’amore reciproco.
Il secondo parla di un papà fiero che augura buon compleanno alla sua piccolina.
Entrambi traboccano d’amore.
Io però mi sono ritrovata con qualche lacrimuccia dispettosa che scendeva giù.
Mi sono tornate in mente quelle parole che tanto odio, quell’atteggiamento che non sopporto, ma che devo far finta di ignorare, di non vedere, di non sentire. Far finta che mi scivoli addosso senza far danni.
E invece non è così.
Non sopporto di vederti così.
Perchè, quando era necessario, non hai dimostrato anche solo un pizzico di attaccamento alla vita e a me? Perchè non lo dimostri mai?
Non ho mai capito fino in fondo se le mie conclusioni sono vere, ma se è così perchè non menti spudoratamente?

sabato 17 ottobre 2009

Ma dove sta scritto?

Non riesco a capire come mai tutti si aspettino da me che io sia paziente, sempre sorridente, tollerante, generosa, altruista e chi più ne ha più ne metta.
Dovrei essere una sorta di miss perfezione. Accettare tutto ciò che mi dicono, che mi chiedono, che m’impongono senza avere reazioni di alcun tipo. MA DOVE STA SCRITTO?
A volte sono intollerante, in preda agli scatti d’ira, intransigente, egoista, insofferente, ho delle reazioni di chiusura totali? CHISSENEFREGA, ne avrò pure il diritto!


“Che sarà mai?! Oggi non ti si può parlare!”.
E non parlatemi, lasciatemi in pace, mica si deve parlare per forza!
La perfezione non esiste o comunque non sono io. Rassegnatevi!

mercoledì 30 settembre 2009

In questi giorni...

Non è facile da spiegare.
E’ che in questo momento mi sento sotto pressione, mi sento avvilita, mi sembra che tutti abbiano il controllo delle mie cose, delle mie giornate e della mia vita in generale e che io debba solo accettare le decisioni altrui, fare quello che mi viene chiesto, che tutti si aspettano che io faccia, dalle piccole alle grandi cose.
Sono stufa di tutto, mi sento nervosa, mi viene da piangere e non posso farlo, sono stufa che quando decido di fare qualcosa per me devo pensarci mille volte prima e poi puntualmente pentirmene sempre.
Mi sento in gabbia, mi sembra che non ci siano mai margini di miglioramento, sono stufa di caricarmi di pensieri che dovrebbero essere degli altri, di dovermi preoccupare per cercare di rimediare alle leggerezze degli anni passati e di cui io non ho colpa.
Sono stanca.
ps: queste sono parole di ieri, che valgono ancora, ma…..

martedì 21 luglio 2009

Parole che pesano sul cuore

Nel mio post precedente ho parlato di "parole che pesano sul cuore". Nell'usare questa espressione mi riferivo ad una sorta di ammissione di un pensiero che tenevo dentro da anni, ma che non avevo mai esternato prima.
Naturalmente non sto qui a ripeterlo, prima di tutto perchè non voglio farlo e poi perchè mi è già stato difficile ripeterlo per una seconda volta alla stessa persona (e non l'ho fatto), figuriamoci metterlo nero su bianco!
Eppure non riesco a cogliere pienamente la ragione di tutto ciò!
Che cos'è che mi spinge a sotterrarlo di nuovo dentro di me?
Vergogna per aver pensato una cosa che non so nemmeno se sia vera o solo frutto della mia mente? Paura di scoprire che sia la verità? Timore di soffrirne più di quanto già non stia facendo lacerata dal dubbio, dall'amarezza e dalla delusione? Vergogna del giudizio altrui? O cos'altro?
Beh! Quest'ultima ipotesi mi pare la meno azzeccata, visto che non mi è mai importato molto di quello che gli altri pensano di me. Magari si tratta di vergogna di giungere alla consapevolezza che il perdono tarda ad arrivare!
Ho l'impressione che il giudice più inflessibile nei miei confronti, sia proprio io stessa!

domenica 19 luglio 2009

Effetto liberatorio?


Ho sempre pensato che riuscire a tirare fuori le parole che pesano sul cuore, dovesse essere in qualche modo liberatorio.
Mi aspetterei di sentirmi più leggera, invece non mi sembra sia cambiato granchè. Anzi…
Non faccio altro che pensare a quello che ho detto, alla mia stessa reazione. Sì, sono scoppiata a piangere senza freni, come non mi capitava da tanto tempo!
Ma forse è stata proprio la reazione giusta, che mi ha permesso di dare un calcio al mio autocontrollo.
Non so! Credo che ci dormirò sopra.
Mi pare che qualcuno dica “Domani è un altro giorno…” :-)

lunedì 6 luglio 2009

Scusate...

…
se mi preoccupo;
se metto sempre da parte me stessa e le mie esigenze;
se rinuncio a fare una cosa che mi piace;
se mi rassegno a veder scorrere i giorni tutti uguali l’uno con l’altro;
se mi faccio in quattro per voi.
Solo una cosa mi piacerebbe: che queste cose venissero notate, non dico apprezzate, ma magari considerate.
Una cosa invece la pretendo: non consideratemi una stupida, perchè non lo sono. Sono una persona normale con i propri pregi e i propri difetti, con le proprie emozioni e le proprie debolezze e le rinunce mi pesano, come pesano a tutti.