Ieri pomeriggio ho ricevuto una telefonata da mio padre: "Vieni due minuti a casa perchè c'è una persona che ti vuole salutare".
Non c'è voluto molto per capire di chi stesse parlando, uno degli zii "ritrovati" da poco.
Ho cercato di ritardare questi incontri perchè non è che ne abbia molta voglia (per i motivi che ho citato qualche post fa), ma era inevitabile che prima o poi dovessero avvenire e questo è stato solo il primo!
Sarà stato un caso che, mentre entravo in casa e li sentivo chiacchierare e sorridere affabilmente come se il tempo non fosse passato, abbia rivisto come in un flashback quando eravamo seduti alla stessa tavola e non rivolgeva la parola a nessuno, nemmeno alla sottoscritta?
Sarà stato un caso che, mentre mi chinavo a salutarlo fingendo di essere disinvolta, abbia rivisto la scena in cui ci "invitava" a lasciare la casa di mia nonna?
Mio padre è tutto contento di questa nuova situazione e io posso anche esserne felice per lui, ma il punto è solo uno: non posso farci niente, ma per me sono diventati tutti degli estranei. C'è poco da discutere!
giovedì 17 dicembre 2009
mercoledì 9 dicembre 2009
Riflessioni a voce bassa
Questo è un periodo "strano" della mia vita!
Sento la voglia di uno spazio tutto mio dove rifugiarmi e dove non ci siano interferenze da parte di nessuno.
Avverto una strana voglia di libertà, di fare quello che mi va senza dover renderne conto a nessuno, di non stare sempre a guardarmi attorno e vorrei non sentirmi sempre il fiato sul collo. Mi irrita!
Fondamentalmente credo siano solo problemi che mi creo da sola, colpa del mio carattere schivo, della mia mancanza di capacità di raccontarmi e di condividere.
A volte mi sembra di vivere su due piani paralleli che non si incontreranno mai. E come potrebbero? La geometria ci insegna che le parallele mantengono la stessa distanza all'infinito e questa è una verità inconfutabile.
Ma tutta questa voglia di libertà, di riservatezza, di odio contro le interferenze esterne, di ribellione agli schemi, non è tipica dell'adolescenza? E come si spiega allora?
Sento la voglia di uno spazio tutto mio dove rifugiarmi e dove non ci siano interferenze da parte di nessuno.
Avverto una strana voglia di libertà, di fare quello che mi va senza dover renderne conto a nessuno, di non stare sempre a guardarmi attorno e vorrei non sentirmi sempre il fiato sul collo. Mi irrita!
Fondamentalmente credo siano solo problemi che mi creo da sola, colpa del mio carattere schivo, della mia mancanza di capacità di raccontarmi e di condividere.
A volte mi sembra di vivere su due piani paralleli che non si incontreranno mai. E come potrebbero? La geometria ci insegna che le parallele mantengono la stessa distanza all'infinito e questa è una verità inconfutabile.
Ma tutta questa voglia di libertà, di riservatezza, di odio contro le interferenze esterne, di ribellione agli schemi, non è tipica dell'adolescenza? E come si spiega allora?
mercoledì 2 dicembre 2009
Ma come si fa?
Sapete tutti quello che faccio, quindi è inutile dilungarmi in proposito.
Mi limito a dire che spesso ci ritroviamo ad avere fratelli, sorelle, cugini e amici dei ragazzi di cui ci occupiamo regolarmente.
Siamo 3 persone e ognuno di noi ha i propri compiti ben precisi, che anche i ragazzi hanno imparato a conoscere, per cui, di volta in volta, si rivolgono all'una o all'altra per ricevere l' aiuto di cui hanno bisogno. Questo non esclude che nei momenti di caos, possiamo scambiare i ruoli per venirci incontro, soprattutto per quanto riguarda i più piccoli.
Ebbene tra i più piccoli di quest'anno c'è una bambina graziosissima, di cui io mi non mi occupo, ma ogni tanto capita di doverle far ripetere una lezioncina, una poesia o qualcos'altro.
Qualche giorno fa, aspettava che venissero a recuperarla per tornare a casa, così si è piazzata vicino a me. Io stavo facendo fare geometria analitica ad una ragazza e lei sentiva nominare ogni due secondi la x e la y, che lei naturalmente conosce a malapena come letterine straniere all'interno del nostro alfabeto. Molto incuriosita, è rimasta ad osservarci per un po'. Tra un esercizio e l'altro mi sono messa a chiacchierare con lei e le ho rivelato che anche suo fratello usa quelle lettere, "lettere da grandi" le ho definite.
La piccoletta, molto vispa e intelligente, ha tratto le sue conclusioni "Per questo non capisce niente!".
Fantastico! Sono scoppiata a ridere senza ritegno. :-D
Ieri poi doveva ripetermi una lezioncina sulla causa che produce un effetto e così ha iniziato con qualche titubanza. All'improvviso perde il filo del discorso e puff, scoppia in una risata sonora e contagiosa, trascinando naturalmente anche me.
Ma come si fa a resistere, a fare le persone serie e severe? :-O
Io non ci riesco ;-)
Mi limito a dire che spesso ci ritroviamo ad avere fratelli, sorelle, cugini e amici dei ragazzi di cui ci occupiamo regolarmente.
Siamo 3 persone e ognuno di noi ha i propri compiti ben precisi, che anche i ragazzi hanno imparato a conoscere, per cui, di volta in volta, si rivolgono all'una o all'altra per ricevere l' aiuto di cui hanno bisogno. Questo non esclude che nei momenti di caos, possiamo scambiare i ruoli per venirci incontro, soprattutto per quanto riguarda i più piccoli.
Ebbene tra i più piccoli di quest'anno c'è una bambina graziosissima, di cui io mi non mi occupo, ma ogni tanto capita di doverle far ripetere una lezioncina, una poesia o qualcos'altro.
Qualche giorno fa, aspettava che venissero a recuperarla per tornare a casa, così si è piazzata vicino a me. Io stavo facendo fare geometria analitica ad una ragazza e lei sentiva nominare ogni due secondi la x e la y, che lei naturalmente conosce a malapena come letterine straniere all'interno del nostro alfabeto. Molto incuriosita, è rimasta ad osservarci per un po'. Tra un esercizio e l'altro mi sono messa a chiacchierare con lei e le ho rivelato che anche suo fratello usa quelle lettere, "lettere da grandi" le ho definite.
La piccoletta, molto vispa e intelligente, ha tratto le sue conclusioni "Per questo non capisce niente!".
Fantastico! Sono scoppiata a ridere senza ritegno. :-D
Ieri poi doveva ripetermi una lezioncina sulla causa che produce un effetto e così ha iniziato con qualche titubanza. All'improvviso perde il filo del discorso e puff, scoppia in una risata sonora e contagiosa, trascinando naturalmente anche me.
Ma come si fa a resistere, a fare le persone serie e severe? :-O
Io non ci riesco ;-)
lunedì 23 novembre 2009
Sempre sulla difensiva
E' assurdo, lo so bene. Eppure è sempre così!
Appena qualcuno tenta di infiltrarsi oltre le mie barriere, anche solo per provocarmi, per divertirsi un po' a suscitare una mia reazione o per provarmi quanto certi miei comportamenti siano assurdi e farmici riflettere un po' su, ecco che istantaneamente ed istintivamente mi metto sulla difensiva, magari pronta a dissuadere con argomentazioni un po' fragili, dal punto di vista altrui. (E, a volte, anche dal mio)
Non mi piace questo lato del mio carattere, vorrei cercare di migliorare, ma come si fa? E' un comportamento talmente radicato ormai...
Qualcuno mi dice che sono pronta a riconoscere i miei problemi, ma che poi non mi impegno abbastanza per risolverli, anzi mi rifiuto proprio di farlo.
Che abbia ragione, forse? Chissà!
Appena qualcuno tenta di infiltrarsi oltre le mie barriere, anche solo per provocarmi, per divertirsi un po' a suscitare una mia reazione o per provarmi quanto certi miei comportamenti siano assurdi e farmici riflettere un po' su, ecco che istantaneamente ed istintivamente mi metto sulla difensiva, magari pronta a dissuadere con argomentazioni un po' fragili, dal punto di vista altrui. (E, a volte, anche dal mio)
Non mi piace questo lato del mio carattere, vorrei cercare di migliorare, ma come si fa? E' un comportamento talmente radicato ormai...
Qualcuno mi dice che sono pronta a riconoscere i miei problemi, ma che poi non mi impegno abbastanza per risolverli, anzi mi rifiuto proprio di farlo.
Che abbia ragione, forse? Chissà!
giovedì 19 novembre 2009
Forse, a volte, sarebbe meglio controllare i pensieri...
giovedì 12 novembre 2009
lunedì 9 novembre 2009
Eccomi....
Per chi non lo sapesse ancora, sono mancata da qui una settimana intera perchè il pc mi si è rivoltato contro.
E' stato infettato da un virus che lo ha reso lento più di una lumaca. E' stato impossibile risolvere il problema e quindi ha subito una formattazione. Ho pertanto perso foto, documenti e mail a cui ero particolarmente affezionata.
Tanto per completare al meglio l'inconeniente, il tecnico probabilmente stava pensando a qualcos'altro o a qualcun altro, invece di occuparsi del mio pc, e così ha dimenticato un particolare insignificante: installarmi office :-O
Quindi il problema è risolto solo in parte, ma almeno sono potuta tornare insieme a voi ;-), che è già molto.
In questi giorni di assenza ci sono state poche novità, a parte che sono invecchiata di un anno e che mi sono auto-regalata un cellulare più tecnologico per sopperire all'impossibilità di comunicazione forzata.
E' stato infettato da un virus che lo ha reso lento più di una lumaca. E' stato impossibile risolvere il problema e quindi ha subito una formattazione. Ho pertanto perso foto, documenti e mail a cui ero particolarmente affezionata.
Tanto per completare al meglio l'inconeniente, il tecnico probabilmente stava pensando a qualcos'altro o a qualcun altro, invece di occuparsi del mio pc, e così ha dimenticato un particolare insignificante: installarmi office :-O
Quindi il problema è risolto solo in parte, ma almeno sono potuta tornare insieme a voi ;-), che è già molto.
In questi giorni di assenza ci sono state poche novità, a parte che sono invecchiata di un anno e che mi sono auto-regalata un cellulare più tecnologico per sopperire all'impossibilità di comunicazione forzata.
martedì 27 ottobre 2009
I piccoli folletti
In realtà non avrei granchè da raccontare, ma voglio assolutamente togliere il “lugubre” post precedente e quindi vi racconterò dei bimbetti che riempiono i miei pomeriggi.
Quest’anno ce ne sono diversi piuttosto piccoli.
Il più piccolo in assoluto non ha ancora 6 anni, caschetto biondo, occhiali grandi e una faccina da birbante. In questo momento è alle prese con le vocali, ma per lui è un duro lavoro soprattutto star fermo. Quando si stanca di scrivere delle lettere che nemmeno sa leggere, decide che è il momento di andare a far pipì e così entra ed esce dal bagno sotto lo sguardo divertito di tutti.
Poi ci sono due bambine che frequentano la seconda elementare e che non possono essere più diverse l’una dall’altra! Una biondissima, l’altra mora. Una ordinatissima e precisa, l’altra la personificazione del disordine e del caos.
La biondina poi è proprio carina. Le mancano un po’ di dentini davanti e quando sorride (in pratica sempre) è proprio carina. In più ha una risata fragorosa e contagiosa che all’improvviso si sente scoppiare e allora tutti ci ritroviamo inevitabilmente con un sorriso stampato sul viso. La sera quando va via, un bacino è assicurato a tutti quanti!
La scurissima bimbetta è come una farfalla, svolazza in continuazione a destra e sinistra e la sua caratteristica inconfondibile è una: scrive il 5 al contrario. Ma come fa?
Infine non posso non nominare il piccolo imbronciato perenne (su 10 parole, 4 sono lamentele ) e il mio tenerissimo, intelligentissimo, vispissimo F.
Posso dirlo? E’ il mio preferito! Ma voi non diffondete la notizia. Shhhhhhhhhhhhh
Quest’anno ce ne sono diversi piuttosto piccoli.
Il più piccolo in assoluto non ha ancora 6 anni, caschetto biondo, occhiali grandi e una faccina da birbante. In questo momento è alle prese con le vocali, ma per lui è un duro lavoro soprattutto star fermo. Quando si stanca di scrivere delle lettere che nemmeno sa leggere, decide che è il momento di andare a far pipì e così entra ed esce dal bagno sotto lo sguardo divertito di tutti.
Poi ci sono due bambine che frequentano la seconda elementare e che non possono essere più diverse l’una dall’altra! Una biondissima, l’altra mora. Una ordinatissima e precisa, l’altra la personificazione del disordine e del caos.
La biondina poi è proprio carina. Le mancano un po’ di dentini davanti e quando sorride (in pratica sempre) è proprio carina. In più ha una risata fragorosa e contagiosa che all’improvviso si sente scoppiare e allora tutti ci ritroviamo inevitabilmente con un sorriso stampato sul viso. La sera quando va via, un bacino è assicurato a tutti quanti!
La scurissima bimbetta è come una farfalla, svolazza in continuazione a destra e sinistra e la sua caratteristica inconfondibile è una: scrive il 5 al contrario. Ma come fa?
Infine non posso non nominare il piccolo imbronciato perenne (su 10 parole, 4 sono lamentele ) e il mio tenerissimo, intelligentissimo, vispissimo F.
Posso dirlo? E’ il mio preferito! Ma voi non diffondete la notizia. Shhhhhhhhhhhhh
giovedì 22 ottobre 2009
Perchè...?
Oggi mi sono ritrovata a leggere due post particolari.
Il primo parla di una mamma e di una figlia che stanno affrontando un momento difficile, ma sono unite più che mai dall’amore reciproco.
Il secondo parla di un papà fiero che augura buon compleanno alla sua piccolina.
Entrambi traboccano d’amore.
Io però mi sono ritrovata con qualche lacrimuccia dispettosa che scendeva giù.
Mi sono tornate in mente quelle parole che tanto odio, quell’atteggiamento che non sopporto, ma che devo far finta di ignorare, di non vedere, di non sentire. Far finta che mi scivoli addosso senza far danni.
E invece non è così.
Non sopporto di vederti così.
Perchè, quando era necessario, non hai dimostrato anche solo un pizzico di attaccamento alla vita e a me? Perchè non lo dimostri mai?
Non ho mai capito fino in fondo se le mie conclusioni sono vere, ma se è così perchè non menti spudoratamente?
Il primo parla di una mamma e di una figlia che stanno affrontando un momento difficile, ma sono unite più che mai dall’amore reciproco.
Il secondo parla di un papà fiero che augura buon compleanno alla sua piccolina.
Entrambi traboccano d’amore.
Io però mi sono ritrovata con qualche lacrimuccia dispettosa che scendeva giù.
Mi sono tornate in mente quelle parole che tanto odio, quell’atteggiamento che non sopporto, ma che devo far finta di ignorare, di non vedere, di non sentire. Far finta che mi scivoli addosso senza far danni.
E invece non è così.
Non sopporto di vederti così.
Perchè, quando era necessario, non hai dimostrato anche solo un pizzico di attaccamento alla vita e a me? Perchè non lo dimostri mai?
Non ho mai capito fino in fondo se le mie conclusioni sono vere, ma se è così perchè non menti spudoratamente?
mercoledì 21 ottobre 2009
Grazie

Piccola parolina, eppure a volte controversa.
In che senso?
Qualche tempo fa ho ascoltato mia zia sostenere che tra parenti questa parola è superflua, perfettamente inutile ed anche un po’ fuori luogo. Quindi, sempre secondo la sua tesi:
se vai a trovare un parente che sta male, non devi sentirti dire grazie.
se telefoni per informarti su come vanno le cose, non devi sentirti dire grazie.
se dai un aiuto materiale o morale, anche questa volta non devi sentirti dire grazie.
Tutto ciò l’ha detto anche con una faccia abbastanza scocciata perchè invece lei se lo sente dire ogni volta. Invece, siccome fa le cose col cuore (permettetemi di dubitarne, visto che la conosco per quello che è), non vuole essere ringraziata perchè è suo dovere comportarsi in un certo modo (ma non è una contraddizione???)
Io non mi sono intromessa nella chiacchierata perchè non fa parte del mio carattere parlare o esprimere il mio pensiero per forza e poi perchè non m’interessava farlo.
Ma per quanto mi riguarda, trovo che sia di cattivo gusto giudicare chi ti ringrazia per un qualsiasi motivo. Se lo fa per dovere, per rispettare le apparenze e le buone maniere, problemi suoi.
Ma se lo fa con il cuore, perchè lo sente sul serio, perchè ha bisogno di esprimere a parole il suo stato d’animo, perchè non dovrebbe avere la libertà di farlo?
Ecco, io la penso così.
E tra l’altro ho detto “grazie della chiacchierata” proprio ieri. E se l’ho fatto non era certo per dovere…
In che senso?
Qualche tempo fa ho ascoltato mia zia sostenere che tra parenti questa parola è superflua, perfettamente inutile ed anche un po’ fuori luogo. Quindi, sempre secondo la sua tesi:
se vai a trovare un parente che sta male, non devi sentirti dire grazie.
se telefoni per informarti su come vanno le cose, non devi sentirti dire grazie.
se dai un aiuto materiale o morale, anche questa volta non devi sentirti dire grazie.
Tutto ciò l’ha detto anche con una faccia abbastanza scocciata perchè invece lei se lo sente dire ogni volta. Invece, siccome fa le cose col cuore (permettetemi di dubitarne, visto che la conosco per quello che è), non vuole essere ringraziata perchè è suo dovere comportarsi in un certo modo (ma non è una contraddizione???)
Io non mi sono intromessa nella chiacchierata perchè non fa parte del mio carattere parlare o esprimere il mio pensiero per forza e poi perchè non m’interessava farlo.
Ma per quanto mi riguarda, trovo che sia di cattivo gusto giudicare chi ti ringrazia per un qualsiasi motivo. Se lo fa per dovere, per rispettare le apparenze e le buone maniere, problemi suoi.
Ma se lo fa con il cuore, perchè lo sente sul serio, perchè ha bisogno di esprimere a parole il suo stato d’animo, perchè non dovrebbe avere la libertà di farlo?
Ecco, io la penso così.
E tra l’altro ho detto “grazie della chiacchierata” proprio ieri. E se l’ho fatto non era certo per dovere…
sabato 17 ottobre 2009
Ma dove sta scritto?
Non riesco a capire come mai tutti si aspettino da me che io sia paziente, sempre sorridente, tollerante, generosa, altruista e chi più ne ha più ne metta.
Dovrei essere una sorta di miss perfezione. Accettare tutto ciò che mi dicono, che mi chiedono, che m’impongono senza avere reazioni di alcun tipo. MA DOVE STA SCRITTO?
A volte sono intollerante, in preda agli scatti d’ira, intransigente, egoista, insofferente, ho delle reazioni di chiusura totali? CHISSENEFREGA, ne avrò pure il diritto!
“Che sarà mai?! Oggi non ti si può parlare!”.
E non parlatemi, lasciatemi in pace, mica si deve parlare per forza!
La perfezione non esiste o comunque non sono io. Rassegnatevi!
Dovrei essere una sorta di miss perfezione. Accettare tutto ciò che mi dicono, che mi chiedono, che m’impongono senza avere reazioni di alcun tipo. MA DOVE STA SCRITTO?
A volte sono intollerante, in preda agli scatti d’ira, intransigente, egoista, insofferente, ho delle reazioni di chiusura totali? CHISSENEFREGA, ne avrò pure il diritto!
“Che sarà mai?! Oggi non ti si può parlare!”.
E non parlatemi, lasciatemi in pace, mica si deve parlare per forza!
La perfezione non esiste o comunque non sono io. Rassegnatevi!
giovedì 15 ottobre 2009
domenica 11 ottobre 2009
La famiglia
La mia famiglia è sempre stata disastrata.
Basti pensare al fatto che mia madre aveva due fratelli. Uno è morto ormai da molto tempo ed io non l’ho mai conosciuto, l’altro, con relativa famiglia, l’ho conosciuto all’eta di 13-14 anni circa. (Adesso non ricordo con precisione).
Così di punto in bianco mi sono ritrovata a frequentare degli zii e dei cugini, di cui, fino a quel momento, non avevo conosciuto nè i nomi, nè tantomeno i visi. Perfetti sconosciuti che si sono insinuati nella mia vita e nella mia quotidianità, che io guardavo con sospetto, ma anche con una certa curiosità.
Dal lato paterno le cose SEMBRAVANO andare meglio. Conoscevo tutti, li avevo sempre visti e frequentati e quindi rientravano nella normalità del mio piccolo mondo. Gli unici che frequentavo di meno erano i miei cugini che abitavano dall’altra parte della Sicilia, ma questo era dovuto solo a questioni di distanze oggettive.
Poi ecco che anche lì succede il patatrac.
Quelli che sembravano dei legami solidi, alla fine non si rivelano altro che falsi legami. Vengono fuori i rancori personali, i dispetti reciproci, le difficoltà nel parlarsi, nel mettersi d’accordo, le falsità,…
E così: un disastro!
Con alcuni ci si continua a frequentare, con altri i rapporti si raffreddano, fino a spegnersi del tutto. Praticamente vi è una divisione netta in due parti distinte e contrapposte. Ognuno continua con la sua vita, si verificano nascite e matrimoni ,malattie e tutto ciò che caratterizza la vita quotidiana, da una parte e dall’altra.
Oggi improvvisamente sembra che qualcosa stia cambiando. E se cambierà in positivo, sarà merito solo ed esclusivamente del potere fenomenale che posseggono i bimbi.
Può darsi che si riveli, invece, solo un fuoco di paglia. Io propendo per questa seconda alternativa. E a volerla dire proprio tutta, forse faccio un po’ il tifo perchè sia proprio così.
Ok, chiamatemi pure intransigente. Non m’importa!
La realtà dei fatti è che i rapporti non sono mai stati solidi, apparivano tali soltanto ai miei occhi di bambina. E se non lo erano prima, io non crederò mai possano diventarlo adesso, dopo quasi 10 anni di silenzio e dopo tante occasioni buone per rimetterli in sesto.
Anche perchè sono persone che non sanno fare il primo passo (e l’hanno dimostrato con i fatti e con le parole, più e più volte), ma, cosa ancora più grave, è che non accettano nemmeno il primo passo fatto nei loro confronti.
E allora è meglio che ognuno continui con la propria vita!
Basti pensare al fatto che mia madre aveva due fratelli. Uno è morto ormai da molto tempo ed io non l’ho mai conosciuto, l’altro, con relativa famiglia, l’ho conosciuto all’eta di 13-14 anni circa. (Adesso non ricordo con precisione).
Così di punto in bianco mi sono ritrovata a frequentare degli zii e dei cugini, di cui, fino a quel momento, non avevo conosciuto nè i nomi, nè tantomeno i visi. Perfetti sconosciuti che si sono insinuati nella mia vita e nella mia quotidianità, che io guardavo con sospetto, ma anche con una certa curiosità.
Dal lato paterno le cose SEMBRAVANO andare meglio. Conoscevo tutti, li avevo sempre visti e frequentati e quindi rientravano nella normalità del mio piccolo mondo. Gli unici che frequentavo di meno erano i miei cugini che abitavano dall’altra parte della Sicilia, ma questo era dovuto solo a questioni di distanze oggettive.
Poi ecco che anche lì succede il patatrac.
Quelli che sembravano dei legami solidi, alla fine non si rivelano altro che falsi legami. Vengono fuori i rancori personali, i dispetti reciproci, le difficoltà nel parlarsi, nel mettersi d’accordo, le falsità,…
E così: un disastro!
Con alcuni ci si continua a frequentare, con altri i rapporti si raffreddano, fino a spegnersi del tutto. Praticamente vi è una divisione netta in due parti distinte e contrapposte. Ognuno continua con la sua vita, si verificano nascite e matrimoni ,malattie e tutto ciò che caratterizza la vita quotidiana, da una parte e dall’altra.
Oggi improvvisamente sembra che qualcosa stia cambiando. E se cambierà in positivo, sarà merito solo ed esclusivamente del potere fenomenale che posseggono i bimbi.
Può darsi che si riveli, invece, solo un fuoco di paglia. Io propendo per questa seconda alternativa. E a volerla dire proprio tutta, forse faccio un po’ il tifo perchè sia proprio così.
Ok, chiamatemi pure intransigente. Non m’importa!
La realtà dei fatti è che i rapporti non sono mai stati solidi, apparivano tali soltanto ai miei occhi di bambina. E se non lo erano prima, io non crederò mai possano diventarlo adesso, dopo quasi 10 anni di silenzio e dopo tante occasioni buone per rimetterli in sesto.
Anche perchè sono persone che non sanno fare il primo passo (e l’hanno dimostrato con i fatti e con le parole, più e più volte), ma, cosa ancora più grave, è che non accettano nemmeno il primo passo fatto nei loro confronti.
E allora è meglio che ognuno continui con la propria vita!
mercoledì 7 ottobre 2009
Ancora la scuola e il buonsenso
Eh, sì proprio così. A parte le questione dei compiti assurdi e fuori dalla portata dei bambini, un’altra questione incombe.
Un’altra questione che denota quanto buonsenso ci si metta nella gestione degli istituti.
L’istituto magistrale è stracolmo di studenti, tanto che non ce la fa ad ospitarli tutti. Sono costretti quindi a turni pomeridiani alternati tra i vari indirizzi di studio. Questo ha determinato uno sciopero ad oltranza fino alla settimana scorsa, manifestazioni e cortei vari. Non hanno certo torto! Anche perchè quelli con maggiori problemi sono, come sempre, i pendolari che devono conciliare con gli orari della scuola, anche quelli dei mezzi pubblici.
E vabbè, direte. Sono cose che capitano! Lo spazio è quello che è e gli studenti sono troppi.
Il colmo è che molte altre scuole hanno offerto ospitalità nei loro locali. E il preside che fa? Ringrazia e rifiuta.
Adesso vorrei capire dove è andato a finire il buonsenso, perchè io francamente non ne vedo nemmeno un briciolo.
Un’altra questione che denota quanto buonsenso ci si metta nella gestione degli istituti.
L’istituto magistrale è stracolmo di studenti, tanto che non ce la fa ad ospitarli tutti. Sono costretti quindi a turni pomeridiani alternati tra i vari indirizzi di studio. Questo ha determinato uno sciopero ad oltranza fino alla settimana scorsa, manifestazioni e cortei vari. Non hanno certo torto! Anche perchè quelli con maggiori problemi sono, come sempre, i pendolari che devono conciliare con gli orari della scuola, anche quelli dei mezzi pubblici.
E vabbè, direte. Sono cose che capitano! Lo spazio è quello che è e gli studenti sono troppi.
Il colmo è che molte altre scuole hanno offerto ospitalità nei loro locali. E il preside che fa? Ringrazia e rifiuta.
Adesso vorrei capire dove è andato a finire il buonsenso, perchè io francamente non ne vedo nemmeno un briciolo.
domenica 4 ottobre 2009
Cominciamo bene!
La scuola è iniziata da una quindicina di giorni appena e già cominciamo con la prima arrabbiatura della stagione.
Per chi mi segue da un po’, sa già che il pomeriggio faccio doposcuola e ho a che fare con bambini e ragazzi di ogni età. Tra di essi, vi è un ragazzino che adesso frequenta la seconda media e che “ha” l’insegnante di sostegno. Lo seguo da quando andava in seconda elementare, da quando cominciava a srivere a metà riga, da quando disegnava in un piccolo spazietto pur avendo un intero foglio a disposizione, da quando colorava una figura solo in parte, da quando non riusciva a fare niente autonomamente, da quando non sapeva leggere, da quando doveva fare copiati su copiati per migliorare la concentrazione,…
E’ normale che gli sia particolarmente affezionata e che quindi me la prenda non appena qualcosa non vada per come dovrebbe andare.
E tanto per non migliorare le cattive abitudini, l’anno è cominciato proprio maluccio.
Nessuno che si degni di controllare dove scriva i compiti e se li scriva correttamente.
Gli assegnano le stesse cose degli altri compagni, così ci ritroviamo con un intero capitolo di storia pieno di nomi di popolazioni, personaggi storici e via dicendo o con due pagine di esercizi di grammatica che richiedono una certa attenzione e uno sforzo per lui notevole.
Per non parlare poi di quella sorta di ritorsione da parte dell’insegnante di matematica che pretende chissà cosa! Non sa fare le operazioni da solo. E allora? Deve essere guidato, facilitato e non intimidito o rimproverato per delle mancanze che sono più che giustificate da pagine e pagine di cartelle cliniche.
E’ inutile pretendere più di quello che può dare. Riesce a mantenere l’attenzione per un po’, poi basta. Che senso ha allora infierire in questo modo? Non lo capirò mai!
PS: chiedo scusa a tutti gli insegnanti che eventualmente passino di qui e si ritrovino a leggere queste parole. Non voglio generalizzare. Sto parlando di questo caso e soltanto di questo con cui sono a contatto ogni giorno.
Per chi mi segue da un po’, sa già che il pomeriggio faccio doposcuola e ho a che fare con bambini e ragazzi di ogni età. Tra di essi, vi è un ragazzino che adesso frequenta la seconda media e che “ha” l’insegnante di sostegno. Lo seguo da quando andava in seconda elementare, da quando cominciava a srivere a metà riga, da quando disegnava in un piccolo spazietto pur avendo un intero foglio a disposizione, da quando colorava una figura solo in parte, da quando non riusciva a fare niente autonomamente, da quando non sapeva leggere, da quando doveva fare copiati su copiati per migliorare la concentrazione,…
E’ normale che gli sia particolarmente affezionata e che quindi me la prenda non appena qualcosa non vada per come dovrebbe andare.
E tanto per non migliorare le cattive abitudini, l’anno è cominciato proprio maluccio.
Nessuno che si degni di controllare dove scriva i compiti e se li scriva correttamente.
Gli assegnano le stesse cose degli altri compagni, così ci ritroviamo con un intero capitolo di storia pieno di nomi di popolazioni, personaggi storici e via dicendo o con due pagine di esercizi di grammatica che richiedono una certa attenzione e uno sforzo per lui notevole.
Per non parlare poi di quella sorta di ritorsione da parte dell’insegnante di matematica che pretende chissà cosa! Non sa fare le operazioni da solo. E allora? Deve essere guidato, facilitato e non intimidito o rimproverato per delle mancanze che sono più che giustificate da pagine e pagine di cartelle cliniche.
E’ inutile pretendere più di quello che può dare. Riesce a mantenere l’attenzione per un po’, poi basta. Che senso ha allora infierire in questo modo? Non lo capirò mai!
PS: chiedo scusa a tutti gli insegnanti che eventualmente passino di qui e si ritrovino a leggere queste parole. Non voglio generalizzare. Sto parlando di questo caso e soltanto di questo con cui sono a contatto ogni giorno.
mercoledì 30 settembre 2009
In questi giorni...
Non è facile da spiegare.
E’ che in questo momento mi sento sotto pressione, mi sento avvilita, mi sembra che tutti abbiano il controllo delle mie cose, delle mie giornate e della mia vita in generale e che io debba solo accettare le decisioni altrui, fare quello che mi viene chiesto, che tutti si aspettano che io faccia, dalle piccole alle grandi cose.
Sono stufa di tutto, mi sento nervosa, mi viene da piangere e non posso farlo, sono stufa che quando decido di fare qualcosa per me devo pensarci mille volte prima e poi puntualmente pentirmene sempre.
Mi sento in gabbia, mi sembra che non ci siano mai margini di miglioramento, sono stufa di caricarmi di pensieri che dovrebbero essere degli altri, di dovermi preoccupare per cercare di rimediare alle leggerezze degli anni passati e di cui io non ho colpa.
Sono stanca.
ps: queste sono parole di ieri, che valgono ancora, ma…..
E’ che in questo momento mi sento sotto pressione, mi sento avvilita, mi sembra che tutti abbiano il controllo delle mie cose, delle mie giornate e della mia vita in generale e che io debba solo accettare le decisioni altrui, fare quello che mi viene chiesto, che tutti si aspettano che io faccia, dalle piccole alle grandi cose.
Sono stufa di tutto, mi sento nervosa, mi viene da piangere e non posso farlo, sono stufa che quando decido di fare qualcosa per me devo pensarci mille volte prima e poi puntualmente pentirmene sempre.
Mi sento in gabbia, mi sembra che non ci siano mai margini di miglioramento, sono stufa di caricarmi di pensieri che dovrebbero essere degli altri, di dovermi preoccupare per cercare di rimediare alle leggerezze degli anni passati e di cui io non ho colpa.
Sono stanca.
ps: queste sono parole di ieri, che valgono ancora, ma…..
venerdì 25 settembre 2009
post su richiesta (la raccolta differenziata 2)
Su gentile richiesta di Folletta, eccomi qui a raccontare come procede la raccolta differenziata porta a porta.
E’ quasi passato un mese dall’inizio di questa avventura nel nostro comune e, devo dire che non ci sono disservizi per il momento. C’è anche l’addetto al ritiro dei sacchi della mattina che augura il buongiorno e che è sempre pronto a dare qualsiasi chiarimento o a scambiare una battuta con tutti.
Ormai sono diventata pratica, anche se ho la casa piena di contenitori per l’immondizia.
Organico nel contenitore marrone. Giorni di raccolta: Lu- Mer- Ven dopo le 7 di mattina.
Vetro e metalli nel contenitore verde. Giorno di raccolta: sabato pomeriggio.
Carta nel sacco bianco: Giorno di raccolta: lunedì pomeriggio.
Plastica nel sacco giallo (che puntualmente si rompe e bisogna rimetterlo in sesto ). Giorno di raccolta: giovedì pomeriggio.
RSU (che penso equivalga a rifiuti solidi urbani) in un sacchetto comune. Giorni di raccolta: mar- gio- sab dopo le 7 di mattina.
Nonostante il programma di raccolta sia così preciso e chiaro, l’unica cosa che non funziona è la collaborazione dei cittadini. Ancora si ostinano a fregarsene tranquillamente, oppure scendono giù il contenitore o il sacco sbagliato, che naturalmente rimangono davanti alle loro porte.
Ne potete tranquillamente concludere che le strade sono disseminate di sacchetti della spazzatura un po’ ovunque, ma questa volta la colpa è solo ed esclusivamente nostra, della nostra inciviltà e della nostra scarsa collaborazione.
E’ quasi passato un mese dall’inizio di questa avventura nel nostro comune e, devo dire che non ci sono disservizi per il momento. C’è anche l’addetto al ritiro dei sacchi della mattina che augura il buongiorno e che è sempre pronto a dare qualsiasi chiarimento o a scambiare una battuta con tutti.
Ormai sono diventata pratica, anche se ho la casa piena di contenitori per l’immondizia.
Organico nel contenitore marrone. Giorni di raccolta: Lu- Mer- Ven dopo le 7 di mattina.
Vetro e metalli nel contenitore verde. Giorno di raccolta: sabato pomeriggio.
Carta nel sacco bianco: Giorno di raccolta: lunedì pomeriggio.
Plastica nel sacco giallo (che puntualmente si rompe e bisogna rimetterlo in sesto ). Giorno di raccolta: giovedì pomeriggio.
RSU (che penso equivalga a rifiuti solidi urbani) in un sacchetto comune. Giorni di raccolta: mar- gio- sab dopo le 7 di mattina.
Nonostante il programma di raccolta sia così preciso e chiaro, l’unica cosa che non funziona è la collaborazione dei cittadini. Ancora si ostinano a fregarsene tranquillamente, oppure scendono giù il contenitore o il sacco sbagliato, che naturalmente rimangono davanti alle loro porte.
Ne potete tranquillamente concludere che le strade sono disseminate di sacchetti della spazzatura un po’ ovunque, ma questa volta la colpa è solo ed esclusivamente nostra, della nostra inciviltà e della nostra scarsa collaborazione.
giovedì 17 settembre 2009
lunedì 14 settembre 2009
10 verità

Cielolibero ( http://cielolibero.blog.kataweb.it ) mi ha assegnato il premio honest, quindi mi tocca!
Vediamo…..
Vediamo…..
- Sono alta 150 cm. E’ vero, si dice che nella botte piccola c’è il vino buono, ma (detto tra noi) 10 cm di altezza in più mi avrebbero fatto comodo! Anche soltanto per prendere le cose che stanno in alto senza usare una sedia. :-D
- Non ho mai dato un bacio a mio padre in quasi 32 anni di vita.
- Quando mi arrabbio o sono sull’orlo delle lacrime, mi rifugio in camera mia, lontana da occhi indiscreti.
- Odio i miei capelli perchè sono senza volume, grassi, fini e stressati. (come me )
- La mia più grande paura è svegliarmi un giorno e scoprire di essere sola al mondo.
- Non sopporto il mio nuovo vicino di casa. Sembra un falco pronto ad attaccare la sua preda. Che poi saremo io e Tommy, colpevoli di passare davanti la sua villetta con 400 stanze e lasciare bisognini in giro. Ma non è vero! Grrrrrrrrrrrrrrrrr
- Oggi mi sto divertendo a prendere bonariamente in giro mio padre che è stato messo a dieta “forzata”.
- In chat ho conosciuto una persona a cui mi sento profondamente legata.
- Non dico più “MAIIIIIIIIIIIIIIIIII”, perchè ogni volta che l’ho fatto mi sono smentita da sola.
- C’è una persona tra di voi che mi chiede di rispondere in continuazione a mille perchè e finisce sempre per farmi capitolare.
Adesso dovrei fare la lista delle persone a cui assegnare il premio, ma siccome perderei mezza giornata ad inserire tutti i link, mi rifiuto.
venerdì 4 settembre 2009
Suggerimenti per voi
Vi è mai capitato di leggere un libro e scoppiare a ridere? Non una risata di quelle contagiose, ma un sorriso divertito che gli altri non possono fare a meno di notare?
A me è capitato giusto l’altro giorno.
Mia madre era nelle vicinanze e mi ha chiesto: “Perchè ridi?”.
Io: “Niente mamma, stavo leggendo”.
Mia madre:
Comunque vi ho raccontato questo siparietto surreale perchè volevo consigliarvi un autore per me molto gradevole che ho scoperto quest’anno: Lorenzo Licalzi.
In genere quando cito qualche libro che ho letto è perchè mi ha suscitato una riflessione che voglio condividere con voi.
Stavolta voglio sfacciatamente suggerirvi di leggere i suoi libri.
Ho letto “Io no” poco tempo fa, di cui ho già pubblicato un brano ( http://ioelasconosciuta.blogspot.com/2009/06/letture-estive.html ), e “Non so”, ma mi riprometto di procurarmi tutti quelli che mi mancano in futuro.
Che hanno di speciale? Sono delle storie che non raccontano niente di straordinario, parlano di vita quotidiana, di amore, di figli, di problemi comuni, ma c’è una parte dedicata al sorriso e una parte dedicata alla riflessione su temi importanti quali la famiglia, l’importanza dei legami, la ricerca della felicità (o forse serenità),….
Quindi, in conlusione…. leggeteli, che fanno bene al cuore, alla mente e allo spirito!
A me è capitato giusto l’altro giorno.
Mia madre era nelle vicinanze e mi ha chiesto: “Perchè ridi?”.
Io: “Niente mamma, stavo leggendo”.
Mia madre:
Comunque vi ho raccontato questo siparietto surreale perchè volevo consigliarvi un autore per me molto gradevole che ho scoperto quest’anno: Lorenzo Licalzi.
In genere quando cito qualche libro che ho letto è perchè mi ha suscitato una riflessione che voglio condividere con voi.
Stavolta voglio sfacciatamente suggerirvi di leggere i suoi libri.
Ho letto “Io no” poco tempo fa, di cui ho già pubblicato un brano ( http://ioelasconosciuta.blogspot.com/2009/06/letture-estive.html ), e “Non so”, ma mi riprometto di procurarmi tutti quelli che mi mancano in futuro.
Che hanno di speciale? Sono delle storie che non raccontano niente di straordinario, parlano di vita quotidiana, di amore, di figli, di problemi comuni, ma c’è una parte dedicata al sorriso e una parte dedicata alla riflessione su temi importanti quali la famiglia, l’importanza dei legami, la ricerca della felicità (o forse serenità),….
Quindi, in conlusione…. leggeteli, che fanno bene al cuore, alla mente e allo spirito!
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